Il M5S, principale forza promotrice del SI, afferma che “il 20 e 21 settembre l’Italia si troverà di fronte a un bivio epocale: da una parte, un Parlamento più efficiente, una democrazia più forte e un risparmio di denaro pubblico; dall’altra, la resa a un meccanismo parlamentare che rischia ogni giorno l’abbassamento della qualità del dibattito, la complicazione dei processi legislativi, l’immobilismo” (presa di posizione del M5S, 26/08).

In un contesto di tendenza al fascismo e alla guerra imperialista e di attacco diffuso agli interessi e alle condizioni di vita e di lavoro del proletariato e delle masse popolari, lavorare per un rafforzamento ulteriore della cosiddetta “democrazia” vuol dire rafforzare l’oppressione economica e politica sulla maggioranza della popolazione del nostro paese. Comporta l’accelerazione della disgregazione degli stessi partiti di potere, eredità dei vecchi partiti della prima repubblica, a favore dell’emersione e del consolidamento, nella prospettiva del partito unico, della destra eversiva fascio-populista e, parallelamente, dello sviluppo dei processi di corporativizzazione dello Stato con un peso crescente dei tecnici, degli esperti e dei militari. Significa rendere più efficiente, ossia più veloce e più arbitrario, autoritario decisionista, il sistema “burocratico-parlamentare” concentrando il potere nell’esecutivo e nei gruppi e nelle lobby che lo controllano e indirizzano in funzione delle scelte strategiche del capitale finanziario e dello Stato (capitalismo monopolistico di Stato).

Il Blog di Nuova Egemonia

  1. Il BLOG di Nuova Egemonia invita a votare NO al referendum del 20-21 settembre e ritiene incompatibile con uno schieramento e una scelta di campo democratico e popolare il voto per il SI.
  2. Afferma la necessità che le forze del sindacalismo di base e autorganizzato, i gruppi e i movimenti di opposizione democratica e popolare e le forze e i partiti che si richiamano alle tradizioni del movimento operaio e comunista diano indicazione di votare per il NO nel quadro dell’opposizione al razzismo e alla tendenza al fascismo, alla corporativizzazione ulteriore dello Stato, alla prospettiva della guerra imperialista. Ritiene che il NO rappresenti un elemento discriminante per avanzare nella formazione di un’opposizione democratica e popolare all’offensiva economica e sociale contro le masse lavoratrici, al razzismo, al fascismo, alle imprese imperialiste e alla guerra.
  3. Considera il voto per il SI, nel campo delle forze che si richiamano alla rivoluzione proletaria, come l’espressione di una tendenza eclettica e tatticista, più o meno apertamente troskijsta, sostanzialmente movimentista che, attraverso il fiancheggiamento del M5S e in nome della necessità di un governo di emergenza, mirerebbe ad approfondire la crisi delle decrepite istituzioni parlamentari e dei vecchi partiti di potere con l’illusione che l’attuale crisi egemonica (istituzionale, morale, sociale ed economica) stia maturando meccanicamente nella direzione di una ripresa del movimento rivoluzionario,  di classe e di opposizione.
  4. Ritiene che oggi sia necessario lavorare alla costruzione del partito del proletariato e di un blocco rivoluzionario democratico-popolare antifascista a egemonia proletaria per l’instaurazione di una repubblica popolare sulla via del socialismo. Afferma che è possibile procedere in questa direzione solo attraverso lo sviluppo di una soggettività politica capace di attualizzare e specificare nelle condizioni del nostro paese, anche attraverso un’adeguata ripresa del Pensiero di Gramsci, il marxismo rivoluzionario (che nel suo attuale stadio di sviluppo coincide con il maoismo).

 

Settembre 2020, Nuova Egemonia Blog